Intervista a Giovanna GayIl mio è un lavoro che si svolge soprattutto dietro le quinte.
Scrivo, organizzo contenuti, costruisco percorsi di scrittura e, molto spesso, lo faccio per altre persone.
Pubblicato da Editoriale - 5/10/2026
Intervista a Monica MoroIdentità, intelligenza artificiale e arte: un solo sguardo su materie diverse
Pubblicato da Editoriale - 2/10/2026
Un sito per tutti i lettori: l'impegno di The Digital Post per l'accessibilitàThe Digital Post ha a cuore tutti i lettori. Ci impegniamo a rendere thedigitalpost.it un sito accessibile, chiaro e semplice da usare per chiunque, indipendentemente da abilità, dispositivo o condizioni di accesso. Questo articolo spiega cosa significa, per noi, questo impegno e come si traduce in scelte concrete.
Pubblicato da Giovanni Archetti | Fondatore | The Digital Post - 2/10/2026
La reputazione non si compra, si scriveEsiste un equivoco diffuso, ed è che la reputazione sia un prodotto. Qualcosa che si ordina, si paga e si riceve. Recensioni a pacchetto, follower a migliaia, articoli sponsorizzati che sembrano notizie. Il mercato offre tutto questo, e proprio per questo chi lo compra ottiene un risultato che dura poco e costa molto.
Pubblicato da Editoriale - 1/10/2026
Perché un articolo online vale più di mille post a scadenzaSiamo tutti un po' ostaggi della fretta. Apriamo i social, pubblichiamo la foto o il video del giorno, raccogliamo qualche like, un po' di interazioni... e poi? E poi, nel giro di ventiquattro ore, il nostro post è già finito in fondo alla discarica della memoria digitale, sepolto da milioni di altri contenuti.
Pubblicato da Gabriella Celani - 29/9/2026
Risposte più veloci, reputazione più fragile: il costo dell'automazione senza controlloAutomatizzare le risposte può ridurre tempi e carico di lavoro. Ma quando velocità e volume diventano più importanti dell'accuratezza, basta un errore apparentemente banale per compromettere la fiducia costruita dal brand.
Pubblicato da Monica Moro - 28/9/2026
Perché le recensioni vere sono quelle negative (e cosa dicono davvero di noi)Se apriamo Google Maps o TripAdvisor, la mappa del nostro mondo è tracciata quasi esclusivamente da due categorie: ristoranti e hotel. Difficilmente troverete una recensione epica, scritta con foga e ricca di dettagli, dedicata al vostro idraulico di fiducia,
Pubblicato da Giovanni Archetti — Reputation Manager - 24/9/2026
We Want Divergent Thinking. Just Not the People Who Bring It.Companies celebrate innovation but often resist the people capable of producing it. The problem is not simply organisational: when a system wants the value of someone's difference while rejecting its expression, the cost can become deeply personal.
Pubblicato da Monica Moro - 23/9/2026
flink gn | Oltre la Carta e il Modulo: Come la Tecnologia NFC Ridefinisce le Connessioni Umane e l'Esperienza di RecensioneViviamo in un'epoca paradossale: siamo costantemente connessi a reti globali, eppure i momenti in cui entriamo realmente in contatto con gli altri che si tratti di una stretta di mano durante un evento di business o dell'interazione con un'attività commerciale — restano spesso ancorati a dinamiche superate.
Pubblicato da Media release - 23/9/2026
flink gn, lo Studio che trasforma la reputazione in un asset misurabile. Intervista a Giovanni ArchettiDa studio di consulenza a rete di divisioni specializzate, fino alla nascita di un centro di ricerca e alta formazione. Flink GN, guidato da Giovanni Archetti, ridefinisce il perimetro della tutela reputazionale in Italia. Ne abbiamo parlato direttamente con il fondatore, ripercorrendo la struttura dello Studio, le sue divisioni e il progetto più recente, fgn | Institute.
Pubblicato da Editoriale | The Digital Post - 22/9/2026
fgn | Institute: nasce l'hub di alta formazione di Flink Grow Network dedicato alla reputazione digitaleflink gn amplia la propria offerta con fgn | Institute, un centro di eccellenza pensato per lo studio, la ricerca e lo sviluppo delle competenze legate all'identità digitale e alla protezione della reputazione. Non un semplice corso online, ma un vero e proprio hub di alta specializzazione che unisce rigore metodologico, formazione avanzata e networking professionale,..
Pubblicato da Media release - 22/9/2026
Human in the loop, as long as it doesn't slow you down"Human in the loop" reassures almost everyone. However, automated a system is, somewhere a person still checks, judges, and holds final responsibility. The real question is what that person actually does inside the process, because a human being present is not the same as a human judgment.
I've worked on model training and evaluation projects. This is what I saw.
The metric eats the judgment.
Pubblicato da Monica Moro - 19/9/2026
IL MIO SITO WEB... NON CONTANO UN CAZZOPuoi investire migliaia di euro in grafiche spaziali, fare campagne social impeccabili e raccontare quanto sei bravo. Non frega niente a nessuno.
Il mercato odierno è spietato, e il modo in cui i clienti, i partner e persino gli algoritmi scelgono a chi affidarsi è cambiato radicalmente. Una persona può non visitare mai il tuo sito web, può ignorare i tuoi canali social e può fregarsene altamente della tua storia aziendale.
Pubblicato da Giovanni Archetti — Reputation Manager - 19/9/2026
Scheda Google a rischio: perché i sistemi "scam" e le recensioni finte sono una bomba a orologeriaNel panorama del digital marketing locale, la tentazione di accelerare la crescita di una scheda Google Business Profile (GBP) ricorrendo a scorciatoie è un evergreen duro a morire. Pacchetti di "recensioni garantite", servizi di incremento rapido a basso costo, click farm e reti di profili fittizi vengono spesso proposti come soluzioni magiche per scalare la Local Pack di Google in pochi giorni.
Pubblicato da Giovanni Archetti — Reputation Manager - 19/9/2026
Stelle Michelin vs Stelle di Google: Quando il blasone incontra l’economia realeNel panorama della ristorazione contemporanea, la reputazione di un locale si gioca su due tavoli profondamente diversi e, per certi versi, antitetici. Da una parte c'è l'Olimpo dell'alta cucina, governato dal rigore intransigente e silenzioso delle stelle Michelin; dall'altra c'è la piazza digitale di Google, un flusso continuo, democratico e spietato di recensioni che orienta le scelte quotidiane di milioni di consumatori.
Pubblicato da Giovanni Archetti — Reputation Manager - 17/9/2026
Oltre le 5 Stelle: Perché i Consumatori Cercano (e Pretendono) le Recensioni NegativeNel panorama digitale odierno, la reputazione online di un'attività non si costruisce inseguendo un'illusoria perfezione fatta esclusivamente di valutazioni a pieni voti. I dati parlano chiaro: per i consumatori moderni, un profilo aziendale con una sfilza infinita di recensioni tutte identiche e a 5 stelle non è sinonimo di eccellenza, ma di potenziale manipolazione.
Pubblicato da Giovanni Archetti — Reputation Manager - 16/9/2026
Brescia e la reputazione digitale: quando l'immagine online diventa un assetGiovanni Archetti, Reputation Manager & Digital Reputation Advisor, ha condotto un'analisi sul rapporto tra il tessuto imprenditoriale bresciano e la reputazione digitale, osservando un cambiamento culturale che fino a pochi anni fa sarebbe stato difficile immaginare in un territorio storicamente legato alla produzione e alla concretezza dei numeri di bilancio.
Pubblicato da Giovanni Archetti — Reputation Manager - 15/9/2026
La reputazione parla di te anche quando tu non ci seiLa reputazione è la parte di te che continua a esistere quando tu non sei nella stanza. È la versione di te che cammina da sola, che entra in conversazioni a cui non sei stato invitato, che risponde a domande che nessuno ti ha posto direttamente.
Pubblicato da Giovanni Archetti — Reputation Manager - 15/9/2026
La reputazione digitale non è quello che dici di essereC’è una cosa che molte aziende continuano a confondere: la propria identità con la propria reputazione.
Pubblicato da Giovanni Archetti — Reputation Manager - 15/9/2026
Scrivere con l'AI senza smettere di essere autoriUso strumentale, contributo creativo e confine tra assistenza e sostituzione.
Una volta il social media manager riconosceva un testo professionale dall'assenza di refusi. O almeno sosteneva di farlo, mentre minacciava ritorsioni per un apostrofo fuori posto. Oggi la caccia si è spostata: si cercano il trattino lungo, le frasi simmetriche, le opposizioni troppo ordinate, le conclusioni da mic drop. Basta un testo appena più levigato della media e qualcuno pronuncia il verdetto, “questo è scritto con l'AI”, come se l'errore fosse diventato una certificazione di umanità.
Pubblicato da Monica Moro - 14/9/2026